
Galleria Vittorio Emanuele II a Milano: storia, toro e negozi
Aggiornato il 2 ottobre 2026
La Galleria Vittorio Emanuele II è la galleria con la volta di vetro che va da piazza del Duomo a piazza della Scala, costruita tra il 1865 e il 1877 su progetto di Giuseppe Mengoni e considerata in genere la più antica galleria commerciale ancora attiva d'Italia. È una via pubblica, non un centro commerciale: niente biglietto, niente cancelli, nessun orario di chiusura. I milanesi la chiamano il salotto di Milano, e su Google ha 4,7 su 5 da circa 112.300 recensioni, seconda solo alla cattedrale tra i luoghi di questa piazza.
Cos'è e perché è famosa
Il Mengoni la progettò nel 1861 e fu costruita dal 1865 al 1877 nell'ambito dello stesso programma che sgomberò e ricostruì piazza del Duomo. Due bracci con volta di vetro si incrociano in un ottagono centrale sotto una cupola di circa 37,5 metri di diametro, e tutta la struttura è in ferro e vetro su pietra: un edificio industriale vestito da palazzo. Era una dichiarazione sul nuovo Regno d'Italia quanto una via di negozi, ed è per questo che porta il nome del primo re e che i mosaici del pavimento riportano gli stemmi delle capitali del regno. Il Mengoni cadde dall'impalcatura e morì poco prima dell'inaugurazione, un fatto che ogni guida ripete e che l'edificio non ricorda.
Il toro e il rito
Nell'ottagono centrale, quattro mosaici mostrano gli stemmi di Torino, Firenze, Roma e Milano. Quello di Torino è un toro, e la tradizione vuole che si metta il tallone sui genitali del toro e si giri tre volte su se stessi per fortuna. Lo hanno fatto così tante persone che nel mosaico si è aperto un buco proprio in quel punto, riparato nel 2017 e di nuovo nel 2026. È il pavimento più fotografato d'Italia e di solito c'è una breve coda informale. Se porti fortuna non è competenza di questo sito; che danneggi un mosaico ottocentesco è documentato, e i restauri sono agli atti.
Negozi, caffè e ristoranti in Galleria
La Galleria mescola le case di moda con attività che sono qui fin dall'inizio. Il Biffi Caffè risale al 1867, il cappellaio Borsalino vi aprì un negozio nel 1883, e Savini e il Camparino fanno parte della stessa continuità. Accanto a loro ci sono i negozi bandiera che fanno di questo uno degli indirizzi commerciali più cari d'Europa. I prezzi riflettono l'indirizzo in ogni categoria: un caffè preso seduti sotto la volta di vetro costa diverse volte quello bevuto in piedi al banco di un bar una via più in là, e il bar in terrazza all'estremità verso il Duomo punta sulla vista più che sulla cucina, con 3,6 su Google da 5.810 recensioni. Guarda in alto più che nelle vetrine: le lunette, gli affreschi e le strutture in ferro sono il motivo per essere qui.
- Biffi Caffè — Fondato nel 1867, uno degli inquilini originali e ancora un caffè in Galleria.
- Borsalino — Il cappellaio di Alessandria, in Galleria dal 1883.
- Savini — Lo storico ristorante sull'ottagono, legato da tempo al pubblico della Scala.
- Camparino in Galleria — Il bar all'estremità verso il Duomo dove è nata l'attività della famiglia Campari.
- Negozi bandiera del lusso — Case di moda e gioiellerie occupano gran parte delle restanti vetrine, con alcuni degli affitti commerciali più alti d'Europa.
I dieci minuti a piedi dal Duomo alla Scala
Entra dall'arco trionfale sul lato nord di piazza del Duomo, arriva all'ottagono, gira sul toro se proprio devi, poi prosegui dritto fino all'uscita opposta in piazza della Scala. Ti ritrovi davanti al teatro dell'opera, inaugurato il 3 agosto 1778 su progetto di Giuseppe Piermarini, con il Museo Teatrale alla Scala nel foyer e 2.030 posti dietro la facciata. L'intera passeggiata richiede una decina di minuti con le soste. Fatta nel senso opposto è il modo migliore di arrivare alla cattedrale in tutta la città, perché la facciata compare all'improvviso attraverso l'arco invece che a poco a poco.
Note pratiche
La Galleria è una via pubblica coperta: gratuita, sempre aperta e percorribile anche alle tre di notte, anche se i negozi seguono i normali orari milanesi e i ristoranti chiudono tardi. È il percorso più asciutto per attraversare il centro a ottobre, il mese più piovoso, e il più fresco ad agosto. È anche il posto dove i borseggiatori lavorano sulla folla del Duomo, quindi tieni le borse chiuse all'arco, il punto più affollato. Non ci sono bagni; la soluzione sono il grande magazzino e i caffè. Le foto vengono meglio dall'ottagono guardando in su verso la cupola, oppure da dentro guardando fuori attraverso l'arco verso la cattedrale.
Teatro alla ScalaComune di Milano, Galleria
Domande frequenti
La Galleria Vittorio Emanuele II è gratuita?
Sì. È una via pubblica coperta senza biglietto e senza cancelli, aperta a ogni ora, anche se negozi e ristoranti all'interno hanno i propri orari.
Perché si gira sul toro?
Il toro in mosaico è lo stemma di Torino, e la tradizione è girare tre volte su un tallone sopra di esso per fortuna. L'usanza ha aperto un buco nel pavimento, riparato nel 2017 e di nuovo nel 2026.
Quanti anni ha la Galleria?
Progettata nel 1861 e costruita tra il 1865 e il 1877 su disegno di Giuseppe Mengoni. Di solito viene descritta come la più antica galleria commerciale ancora attiva d'Italia.
Cosa c'è dentro la Galleria?
Negozi bandiera della moda di lusso accanto ad attività più antiche di loro: il Biffi Caffè dal 1867, Borsalino dal 1883, Savini e il Camparino, più ristoranti e un bar in terrazza all'estremità verso il Duomo.
Quanto ci vuole per attraversarla?
Circa cinque minuti da un capo all'altro, o dieci con le soste. Collega piazza del Duomo a piazza della Scala e al teatro dell'opera, ed è il percorso classico tra i due.
Vale la pena mangiare in Galleria?
Per l'ambiente sì, per il rapporto qualità-prezzo no. I prezzi riflettono uno degli indirizzi commerciali più cari d'Europa, e il bar in terrazza all'estremità verso il Duomo ha 3,6 su Google da 5.810 recensioni.
Fonti